Balene, giganti buoni del mare, vittime di mostri (dis)umani

Dolce Amara Deliziosa

La caccia ai cetacei finalmente è in calo: merito, più che delle leggi (tra l’altro inapplicate), del risveglio ecologista e dei gusti cambiati dei giapponesi. Eppure laggiù negli abissi il sangue dei giganti scorre ancora.

In Islanda e Norvegia molte baleniere sono passate al servizio dei turisti per il whale watching.

balena small(Illustrazione di Celin Meisser)

Se una volta nel desolato Nord norvegese non c’era nemmeno da chiederselo quale fosse il futuro dei giovani (tutti capitan Achab!), ora sempre più giovani preferiscono, se proprio devono andare a largo, farlo per i generosi stipendi delle piattaforme petrolifere.

Nei mari d’Islanda, turisti, ora armati di binocolo al collo e macchinette fotografiche, affollano pescherecci fino a ieri armati di arpioni.

In Giappone, tonnellate di carne di balena che giacciono invendute nei congelatori.

Non che le balene possano considerarsi al sicuro: inquinamento (quello acustico dei sonar non è da sottovalutare), riscaldamento climatico…

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